L’uscita di Anthem era attesa con impazienza da migliaia di giocatori, me compreso, complice anche l’ hype generata da BioWare fin dall’annuncio del gioco. Gli sviluppatori hanno accettato una sfida importante e rischiosa conoscendo le altissime aspettative del pubblico riguardo al titolo.

Anthem non è solo spara e distruggi

BioWare da sempre è stata sinonimo di qualità narrativa, negli anni ha saputo catturare i propri fan con storie degne dei migliori colossal hollywoodiani; ci basti infatti pensare alla trilogia di Mass Effect. Pur non riuscendo ad eccellere nella storia, il mondo di Anthem è affascinante e coinvolgente. Cercare di unire le peculiarità di uno shooter always online e condiviso, con una trama strutturata ed articolata in linea con precedenti capolavori non è cosa da poco. Nasce un ibrido interessante e sapientemente orchestrato, tutto sembra essere messo infatti al posto giusto. La possibilità di interagire attivamente nei dialoghi con gli NPC effettuando delle scelte, ci dà l’idea di poter cambiare in qualche modo l’evolversi dell’avventura. Ho apprezzato moltissimo inoltre l’idea di utilizzare la prima persona durante la fase esplorativa del forte; questo aspetto rafforza ancora di più l’immersione dei dialoghi, potendo contare anche su un alter ego “parlante”.

Anthem

Cortex: una miniera di informazioni

Se anche dopo avere finito la storia principale ed avere setacciato ogni singolo granello di sabbia di Bastion, la vostra fame di conoscenza non fosse placata, potete sempre rivolgervi al vostro amico tuttologo Cortex. Esso contiene un’enciclopedica quantità di dati riguardanti il mondo di Anthem, tutte dettagliatamente spiegate. Inoltre attraverso il Cortex potrete sempre essere aggiornati sulle sfide da completare ordinate per categorie e relativi premi. Sarebbe a mio avviso stato opportuno inserire anche una sezione apposita per le sfide a tempo, che invece si “perdono” nel mucchio non essendo in nessun modo evidenziate.

Guerrieri dell’ Aurora

Come abbiamo avuto modo di vedere nella demo, ci sarà la possibilità di accedere a numerose attività. Potremo decidere se andare avanti con la storia principale o partecipare ad attività secondarie. Contratti, sfide, Roccaforti e gioco libero sono un ottimo modo per aumentare la potenza bellica dello Strale e la vostra abilità di lanciere. Tuttavia la ripetitività delle situazioni, di nemici e la poca profondità di alcune missioni secondarie potrebbe alla lunga scoraggiare i giocatori, soprattutto una volta raggiunto il livello 30. A questo punto si entrerà nella fase di end game e per molti lo sblocco di ulteriori livelli di difficoltà potrebbe non essere sufficientemente coinvolgente. Per quanto mi riguarda, è una soglia a cui intendo arrivare nei tempi giusti per una valutazione più approfondita e attenta del titolo, in attesa dei nuovi contenuti presto disponibili. A questo link potete consultare il corposo DLC che verrà introdotto a marzo.

Anthem

End game interrogativo

BioWare effettivamente avrebbe potuto curare di più gli aspetti di contorno alla storia principale. Nonostante gli eventi globali del gioco libero siano veramente numerosi, la loro struttura è purtroppo poco varia e rischia di annoiare in fretta; dopo un po’ infatti la sensazione di entrare in un loop meccanico e poco coinvolgente è alta. Considerando anche la scarsa varietà di nemici. La struttura unita della mappa e la diversità di ambientazioni era da sfruttare meglio a mio parere, inserendo magari per ogni zona una fauna diversa, un po’ come avviene in Monster Hunter (anche se in quel caso le mappe sono divise). Ho trovato molto interessanti le battaglie contro i Titani sparsi nel mondo di gioco. L’inserimento di ulteriori boss con relative sfide renderebbe l’esplorazione sicuramente più interessante.

Il mondo di Bastion

La scelta di rendere la mappa unica ed esplorabile è vincente, perché riduce i lunghi tempi di caricamento tra le zone e dà un senso di Open World ad un titolo che fa del grind una delle sue peculiarità. Il mondo di gioco è ben fatto ed artisticamente è una goduria per gli occhi, come pure tutta la produzione. Stilisticamente e graficamente è stato fatto un lavoro eccezionale, anche se purtroppo il peso del motore grafico si fa sentire, alternando cali di frame fastidiosi ma devo dire non esagerati. Peccato che fiumi e laghi siano utilizzati solo per il passaggio da una parte all’altra della mappa, esplorando le profondità acquatiche di Bastion infatti, non troveremo nemici da affrontare, ne risorse da recuperare.

Anthem
Il mondo di Bastion

L’unica cosa a non convincere del tutto sono le mimiche facciali; nonostante la caratterizzazione di ogni personaggio sia più che ottima, spesso si ha come l’impressione di parlare con un “manichino” dagli occhi vitrei privi di qualsiasi espressione. Un brutto passo falso se pensiamo che il team è lo stesso che ha dato vita negli anni a molte scene di dialoghi memorabili e commuoventi.

Anthem
Il nostro codificatore Faye

Anthem e l’interfaccia quasi amica

In fase di prova vi avevo parlato di un’ interfaccia piuttosto funzionale e pratica, e sono felice che le cose siano migliorate nella release. Tutte le indicazioni a schermo sono piuttosto intuitive e hanno un ruolo ben preciso. I menù a mio avviso sono di facile utilizzo e la pulizia generale ne rende piacevole la consultazione. Ci sono però dei punti interrogativi e delle scelte piuttosto discutibili. E’ inaccettabile che in un gioco basato sulla cooperazione di squadra non ci sia la possibilità di mettere un indicatore per segnalare un punto di interesse alla squadra o a voi stessi.

Anthem
Parte della mappa di gioco

Durante le scorribande nel mondo di Anthem saremo costretti a consultare spesso la mappa (con tempi di attesa incomprensibili) per capire se stiamo andando nella direzione giusta. La mini mappa in alto non ci aiuto minimamente e anzi spesso sembra caotica. Per godervi al meglio il mondo di gioco dovrete diventare delle bussole viventi e conoscere a memoria la mappa. Altro cosa tremenda che approfondiremo nella parte dedicata al gameplay è l’impossibilità di uscire da una partita quando sarete abbattuti. Incredibile ma vero, non c’è alcuna la possibilità di uscire dal gioco se qualcuno non viene in vostro soccorso, nessun tipo di menù. L’unico modo è forzare la chiusura dell’applicazione. Questo sicuramente non incoraggia il gioco con giocatori sconosciuti.

Un arsenale con poco appeal

Uno dei punti focali di Anthem è sicuramente la gestione dell’ arsenale che renderà sempre più potente il vostro Strale. Tramite la fucina avrete accesso a tutto quello che riguarda la personalizzazione della vostra macchina da guerra. Il primo approccio è decisamente interessante poichè le opzioni di customizzazione sono varie e abbondanti, potremo infatti modificare componenti, armi, armi secondarie etc. La nota dolente a mio avviso è il poco appeal che regala l’equipaggiamento.

Anthem

La caratterizzazione generale è piuttosto piatta e per il momento il tutto si riduce a trovare la stessa arma con valori migliori. Altro punto debole è l’influenza che hanno le statistiche e le abilità delle armi sul gameplay; nonostante abbia provato diverse combinazioni, il gioco non è riuscito a restituirmi la sensazione di poter capovolgere una battaglia solamente scegliendo uno specifico loadout. BioWare dovrà approfondire lo sviluppo di questo aspetto perchè la struttura ad oggi sembra ancora under construction.

Personalizzazione Strale

In gruppo è meglio

Come dicevamo poco fa la struttura stessa del gioco è sviluppata intorno alla cooperazione del team. Una squadra ben bilanciata e organizzata può fare la differenza anche nelle situazioni più difficili; dato che ai livelli di gioco più alti gli scontri si faranno spesso molto complicati. Le quattro classi di Strale sono ottimamente caratterizzate e ognuno potrà trovare la propria dimensione secondo il proprio stile di gioco. Il meccanismo delle combo è divertente ed efficace per sbaragliare orde intere di nemici e, anche se all’inizio il tutto sembrerà casuale, presto prenderete familiarità con il sistema di innesco-detonazione delle armi.

La cooperazione è fondamentale

In ultima analisi come descritto nel paragrafo precedente l’impossibilità di effettuare qualsiasi cosa quando sarete abbattuti è quanto di più frustrante ci possa essere. Nelle zone a rientro limitato infatti l’unico modo per uscire dallo stato di KO è quello di essere rianimati da un compagno. Immaginate di essere in squadra con dei perfetti sconosciuti che proprio non ne vogliono sapere di aiutarvi; la vostra speranza a quel punto è attendere la sconfitta dell’intera squadra per essere riportati al checkpoint, o l’uscita forzata dall’applicazione con conseguente perdita di tutti i progressi. Una scelta a mio avviso senza nessun senso e che verrà spero corretta nelle patch future.

Il gameplay di Anthem diverte?

Veniamo al nocciolo della questione: Anthem diverte? la risposta per quanto mi riguarda è positiva. Nonostante i suoi nei, la produzione riesce ad essere dannatamente divertente, l’ottimo sistema di volo fa alzare l’asticella di un gameplay già di partenza decisamente solido. La risposta dei comandi è immediata e azzeccata e per quanto riguarda la versione console tutto è a portata di PAD; la curva di apprendimento è piuttosto veloce e nel giro di pochissimo tempo potrete compiere delle manovre degne del migliore top gun. Tuttavia per fare un appunto agli sviluppatori, il limite del bottino, unito alla macchinosità dell’operazione di scomposizione degli oggetti potrebbe minare, seppur in minima parte, l’esperienza di gioco. Non è bello infatti trovarsi in piena missione con l’impossibilità di raccogliere loot faticosamente guadagnato perchè l’inventario è pieno e non avere modo di svuotarlo se non rientrando a Fort Tarsis.

Anthem
I Titani saranno sparsi nel mondo di gioco

Struttura con qualche bug di troppo

Le lunghe sessioni di caricamento che ci avevano scoraggiato in fase di demo sono state parzialmente risolte e snellite, anche se sono ancora troppo frequenti. La versione presa in esame è quella per PS4 e, nonostante il gioco sia piuttosto fluido, ho riscontrato cali frequenti di frame nelle situazioni più caotiche. Inoltre il pesante motore grafico mostra il fianco nelle sessioni di esplorazione su Fort Tarsis, con un effetto scia accentuato quando si gira la visuale. Nonostante l’ottimo comparto audio (soprattutto nei dialoghi) ho riscontrato alcuni problemi durante le battaglie, con effetti ritardati o peggio ancora blackout del suono piuttosto fastidiosi.

Anthem
Il mercato di Fort Tarsis

Altro aspetto che non mi ha convinto fino in fondo è quello del sistema di inviti in squadra. Se da un lato c’è la possibilità di inserire in una lista di preferiti gli amici o bloccare le persone indesiderate, non è possibile unirsi alla partita se non si è invitati. Nel menù a tendina infatti anche se selezionate la persona da raggiungere non esiste una funzione unisciti alla partita. Sembra quasi che BioWare non abbia pensato a quelle funzioni che ormai in un titolo del genere dovrebbero essere scontate. Anche la struttura stessa dei server al momento non è ottimale, come dimostrano le frequenti disconnessioni durante le sessioni di gioco o la difficoltà ad entrare in game. Sono comunque sicuro che le prossime patch metteranno una toppa a queste problematiche rendendo più stabile tutta la struttura di gioco.

Conclusione

Anthem è un progetto ambizioso e a lungo termine, è difficile quindi al momento incasellarlo e dargli un giudizio assoluto senza tenere conto delle grandi potenzialità che potrebbe esprimere nei mesi a venire. Per il momento mi limito a dire che il gioco mi ha convinto, è divertente e valido al netto dei suoi difetti che, seppur alcuni gravi, reputo ancora di gioventù. Certo forse non è il capolavoro che tutti si aspettavano, ma credo che con un supporto costante ci siano ampi margini di miglioramento. L’ambiente di gioco, la struttura di gameplay e la qualità narrativa mi fanno ben sperare per il futuro; per questo Respawn Game ha deciso di attendere l’uscita del primo DLC, prevista per marzo come da roadmap, per tirare le somme e dare un voto complessivo al gioco.

Guarda tutte le nostre recensioni.

Author mikydade
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Comments (2)

  • Aelsen_88
    02/26/2019 at 14:18 Reply
    Considerazioni pienamente condivise su ogni aspetto . Finalmente qualcuno che non getta " letame " su questo titolo senza dare dei dettagli accurati. Ottimo !
  • 02/26/2019 at 14:25 Reply
    Grazie Aelsen_88 del commento! noi ce la mettiamo tutta per offrire ai nostri lettori una visione il più possibile obbiettiva del prodotto. E perché no anche un nostro pensiero soggettivo che può o meno essere condiviso!

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