Cosa succede quando il genere horror incontra il western? ecco che nasce Hunt: Showdown PvP competitivo in prima persona con forti elementi PvE sviluppato da Crytek utilizzando l’ormai famoso motore grafico Cryengine.

La formula che funziona

Ambientato nella Louisiana del 1895, la prima cosa che salta all’occhio già dei menù è il mix perfetto tra il genere horror e quello western. Tutto è perfettamente studiato nei minimi dettagli, dai toni di colori cupi fino all’effetto carta scadente tipica dell’epoca. L’interfaccia è molto semplice, nella schermata principale c’è un riassunto delle nostre statistiche, oltre alle sfide giornaliere e settimanali che se completate daranno delle ricompense. Ho trovato geniale il menù Library dove sono presenti, sotto forma di libri d’epoca: il manuale di gioco, dei ritagli di articoli del vecchio west, i crediti di gioco (Liber de Magistris), e il The Book of Law dove sono indicate le norme di protezione dati e privacy.

Cacciatore cercasi

Spostandoci nella sezione Hunters avremmo la possibilità di assoldare dei personaggi preimpostati da utilizzare in game. Alcuni di questi saranno gratuiti, altri dovranno essere acquistati con i dollari che accumuleremo durante le partite. Ogni cacciatore avrà caratteristiche e arsenale differenti, potrete scegliere quello che più si confà al vostro stile di gioco. Al momento Hunt: Showdown, che ricordiamo è in fase di early access, non permette la creazione di un personaggio personalizzabile, speriamo venga introdotta più avanti. Tramite un sistema di upgrade potrete sbloccare tratti (delle abilità passive), armi e attrezzatura per poter migliorare il vostro cacciatore. Una cosa importante da tenere presente è che una volta raggiunto il livello giocatore 16 quando uccideranno il vostro alter ego, questi morirà definitivamente; sarete quindi costretti ad assoldarne uno nuovo che ripartirà dal livello 1 e con gli oggetti di default.

Hunt: Showdown

Per le armi rivolgersi al negozio grazie!

Mano a mano che macinerete livelli potrete entrare in possesso di armi e accessori nuovi e più potenti da usare nei match. Arsenale piuttosto vario e come in qualsiasi FPS che si rispetti diviso per tipologia: abbiamo armi pesanti, medie e piccole. Potete consultare tutte le caratteristiche dell’oggetto per conoscere il tipo di danno, la tipologia (es. melee, lungo raggio, corto raggio etc…) le munizioni equipaggiate etc. Ci sono diversi tipi di danno che potrete infliggere ai vostri avversari, a seconda del tipo di arma e del suo utilizzo. Danni da contusione, da penetrazione, da lacerazione, da avvelenamento e da ustione. In dotazione avrete uno slot per le armi pesanti/medie, uno slot per quelle piccole, 3 slot per gli accessori, e 3 per i consumabili.

Che la caccia abbia inizio

Siamo arrivati finalmente a parlare del cuore pulsante della produzione, le modalità. Attualmente in Hunt: Showdown sono presenti due tipologie di gioco: Veloce e Cacciatore di taglie. In entrambi i casi il sistema di matchmaking risulta essere un punto debole; spesso infatti mi è capitato di essere messo in partita contro avversari di livello molto più alto con armi troppo forti da contrastare. Questo sistema può scoraggiare chi si avvicina per la prima volta al genere degli FPS competitivi. Anche i veterani dovranno cercare di livellare più in fretta possibile per essere competitivi. Spero che il problema sia semplicemente dato dallo stato di accesso anticipato e dalla acerbità del gioco. Detto questo vediamo nel dettaglio le modalità proposte.

Rapido e veloce!

Per chi non ha tempo da perdere in fronzoli la modalità partita veloce risulta essere la soluzione migliore. Basterà scegliere l’equipaggiamento iniziale tra quelli proposti e cominciare la partita in solitaria. Attualmente è disponibile una sola mappa dove si affronteranno in una sfida all’ultimo sangue fino a 10 cacciatori. Scopo del gioco è quello di rimanere l’ ultimo sopravvissuto. Dovrete trovare le 4 spaccature nel terreno che vi daranno la possibilità di aprire la sorgente delle anime e di assorbirne l’energia.

Tenete d’occhio le anime!

Ad inizio partita avrete un contatore anime di 450 e un equipaggiamento minimo; col tempo il contatore si svuoterà quindi mi raccomando non perdete tempo in cose inutili ed andate dritti al sodo. Esplorando la mappa potrete trovare armi più potenti, accessori, kit medici e tutto l’occorrente per la sopravvivenza. Utilizzate la visione oscura per trovare le spaccature segnalate con un alone di colore blu che diventerà sempre più intenso a seconda della distanza. Dopo avere interagito con queste la visione della mappa si restringerà per indirizzarvi su quella seguente. Una volta assorbita la sorgente dovrete attendere e cercare di rimanere in vita e salvare così la vostra anima.

Cercate riparo al più presto

Attenzione però perché a questo punto sarete molto più vulnerabili poiché verrete segnalati nell’area di gioco, un fulmine indicherà infatti la vostra posizione. Non sono solo gli avversari “umani” i nemici di cui dovrete preoccuparvi. Come dicevamo ad inizio recensione, ci saranno mostri più o meno pericolosi che si avventeranno su di voi per farvi la festa appena verrete individuati. La componente PvE è parte fondamentale dell’esperienza di gioco, grazie a questa infatti potrete studiare diverse strategie per sopraffare gli altri cacciatori.

2 è meglio di 1

La modalità principe di Hunt: Showdown è sicuramente Cacciatore di taglie. 10 cacciatori formati da squadre di massimo 2 giocatori dovranno contendersi delle prede; ucciderle e tornare al punto di recupero per intascare la ricompensa della taglia. La struttura di gioco in questo caso è più articolata della partita veloce. All’inizio dovrete scegliere il vostro cacciatore, il contratto e se volete giocare in solo o in duo invitando un amico o con uno sconosciuto.

Scegliamo la nostra preda

Per il momento i contratti sono solo due e così come le mappe (una delle quali ancora in modalità beta). Decidete voi il se selezionare una di quelle proposte dove viene indicata la preda e le condizioni meteorologiche oppure affidarvi al caso. La scelta dell’equipaggiamento con il quale affrontare la partita dipenderà da voi, secondo i criteri di cui abbiamo parlato nella sezione armi e accessori.

Caccia all’indizio!

Per poter stanare la vostra preda dovrete prima trovare degli indizi tramite, 3 in tutto, un po’ come accade nella modalità di gioco veloce. Ogni volta raccolto un indizio la visione della mappa, che si attiva premendo il tasto TAB, si restringerà agevolando la vostra ricerca. Quando avrete trovato tutti gli indizi verrà visualizzato sulla mappa il punto in cui si trova il Boss. Una volta ingaggiato e ucciso comincerà il procedimento di esilio dell’anima.

Esorcizziamo la belva!

A questo punto verrà indicato per tutti sulla mappa il luogo dove avviene il rito e quindi sarete molto più vulnerabili. Diventa importante in questo caso utilizzare l’ambiente a vostro favore; tagliole e altri tipi di trappola unita alla presenza dei mostri può fare la differenza tra la vita e la morte! esiliato all’inferno l’anima del mostro verranno droppati due trofei che dovranno essere raccolti e portati in salvo per riscuotere la taglia. Per poter vincere non è obbligatorio recuperare tutti e due i trofei potrete anche riscuoterne solo uno. La vostra corsa verso la libertà non sarà per niente facile; sarete sempre visibili nell’area di gioco con un fulmine che localizza la vostra posizione.

L’ uscita è da questa parte

A questo punto però poterete vedere gli altri cacciatori quando si avvicinano tramite l’utilizzo della visione oscura. Per aggiungere ulteriore angoscia una volta raggiunta la carrozza per l’estrazione partirà un conto alla rovescia prima della partenza. Resistere è la parola chiave! Il sistema di chat in game è un’arma a doppio taglio; se da una parte ci darà la possibilità di potere parlare con il vostro compagno per pianificare l’azione, saremo udibili dagli utenti nelle vicinanze. Il mio consiglio è quello di utilizzare un programma esterno per la chat.

Silenzio è la parola d’ordine

Vale la pena spendere qualche parola per descrivere l’ambiente di Hunt: Showdown. Il Cryengine fa la sua figura restituendoci un’area di gioco ben fatta e bella da vedere. L’immersione totale nel gioco però si ha però con un comparto audio di pregevole fattura. Tutto ciò che ci circonda è vivo, dovremmo stare attenti ad ogni singolo passo perché anche il minimo rumore basterà per allertare i nostri nemici.

Sole e natura!

Le sessioni diurne sono ben illuminate, addentrandoci nei boschi e nelle zone paludose si ha proprio la sensazione di essere in mezzo alla natura selvaggia. Non fatevi intenerire dalla famigliola di anatre che fanno il bagno nella palude, o dal povero cavallo che dorme beato nel cortile delle abitazioni. Una volta avvicinati potranno trasformarsi però nei vostri peggiori nemici perché nel momento in cui si accorgeranno della vostra presenza allerteranno tutto il vicinato!

Quando tramonta il sol!

Di notte poi diventa un incubo, ogni centimetro di gioco può essere fatale per il vostro cacciatore. La sensazione di essere sempre braccati è reale specie se giocate in ambienti buoi e con le cuffie, altamente raccomandate per godere appieno dell’esperienza. Le case sono fatte quasi tutte di legno, ogni minimo passo potrebbe fare scricchiolare le assi rilevando la vostra posizione. State attenti prima di varcare la soglia, dietro la porta potrebbero trovarsi pezzi di vetro, tagliole, catene o altro; cercate sempre di tenere un basso profilo.

Gli spari posso mettervi nei guai

Gli spari vengono uditi a molti metri di distanza per cui valutate bene se è il caso di sparare ad un mostro o aggirarlo. La barra della salute è fatta a tacche, ogni tacca una volta terminata potrà essere ripristinata solo con i kit medici; porzioni della stessa invece verranno ripristinate in automatico dopo un po’ di tempo che non subirete danni. Gli status come l’avvelenamento o l’ustione possono modificare la vostra salute massima o impedirvi il suo ripristino.

Non è tutto oro quello che luccica

Purtroppo la produzione e minata da diversi problemi legati ai server e a bug di varia natura che potrebbero limitare la godibilità del titolo. Troverete molto spesso mostri che attraversano pareti in scioltezza, oppure affetti da Parkinson o ancora oggetti magici che spariscono per riapparire poco dopo. Uno dei punti dolenti come già sottolineato in precedenza è proprio dato dall’instabilità dei server. Il gioco utilizza dei server dedicati e stabilisce il matchmaking tramite code. Quando si riesce ad entrare in partita molto spesso si deve fare i conti con un lag accentuato tanto da non riuscire a giocare. Spesso si hanno dei freeze anche di qualche secondo.

Server di gioco un po’ desolati

La scarsa popolazione dei server mi ha impedito di fare partità con più di 2-3 avversari. Inoltre mi è capitato di giocare intere sessioni completamente da solo come se fosse un qualunque FPS, perdendo completamente il gusto della sfida. Tuttavia la situazione sta migliorando. Il dinosauro Cryengine metterà a dura prova la vostra configurazione; chi scrive purtroppo non è riuscito mai ad avere una buona fluidità pur sacrificando molte opzioni grafiche. Consiglio di guardare bene la sezione di requisiti minimi di sistema per evitare brutte sorprese. Aspettate qualche update se non avete un PC più che moderno. Molti potrebbero storcere il naso per l’assenza delle partite private ma immagino che Crytek si stia già muovendo per implementare la funzione più avanti.

Conclusione

Hunt: Showdown è sicuramente un titolo valido da tenere sotto controllo, a patto che ci sia pieno supporto da parte di Crytek. Ci sono molti spunti interessanti che se portati avanti nella giusta direzioni potrebbero stabilire un nuovo standard per i giochi multigiocatore del genere. Il costo in early access pur non essendo propriamente proporzionato allo stato attuale del titolo può essere giustificato dall’esperienza dello sviluppatore. Speriamo che le nostre speranze siano ben riposte. Considerate l’acquisto se amate il genere e meglio ancora se avete un amico con cui fare coppia fissa.

Requisiti Hardware

Minimi

  • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
  • Sistema operativo: Windows 7 64bit
  • Processore: Intel i5 @ 2,7GHz and 4 cores (6th Generation, Core i5 6400) or AMD Ryzen 3 1200
  • Memoria: 8 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 660 TI or AMD Radeon R7 370
  • DirectX: Versione 11
  • Rete: Connessione Internet a banda larga
  • Memoria: 20 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: Scheda audio compatibile DirectX
  • Note aggiuntive: Cuffie Consigliate per un migliore esperienza di gioco

Consigliati

  • Richiede un processore e un sistema operativo a 64 bit
  • Sistema operativo: Windows 10 64 bit
  • Processore: Intel i5 @ 3.2 GHz (6th Generation) or AMD Ryzen 5 1400
  • Memoria: 12 GB di RAM
  • Scheda video: NVIDIA GeForce GTX 970 4 GB or AMD Radeon R9 390X
  • DirectX: Versione 11
  • Rete: Connessione Internet a banda larga
  • Memoria: 20 GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: Scheda Audio compatibile DirectX
  • Note aggiuntive: Cuffie Consigliate per un migliore esperienza di gioco

Hunt: Showdown è disponibile in accesso anticipato su G2A a € 17,99

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Author mikydade
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Categories Recensioni Review PC
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