La fine di un viaggio

Dopo quasi 13 anni da Kingdom Hearts 2, finalmente il 29 Gennaio 2019 abbiamo potuto mettere le mani sul terzo capitolo della saga cross-over fra Disney e Square-Enix, che va a chiudere la saga del “Seeker of Darkness”, Xehanort e del viaggio di Sora. Da appassionato non vedevo l’ora di poter fare mio questo titolo, e finalmente ieri, a notte fonda, sono riuscito a portarlo a termine. Così, dal buio del mio salotto, ho salutato (ndr per l’ultima volta?) i diversi personaggi che, gioco dopo gioco, mi hanno tenuto compagnia sin dal 2002. Tirare le somme non è facile. E, sinceramente, preferisco esprimere il mio giudizio complessivo su Kingdom Hearts 3 in un secondo momento, per concentrarmi per adesso solo sulla recensione del gioco in quanto tale. Per questo cercherò di essere il più obiettivo possibile.

Un solo cielo, un solo destino

Kingdom Hearts 3 inizia dagli eventi mostrati nel finale di Kingdom Hearts Dream Drop Distance, capitolo uscito inizialmente su Nintendo 3DS, poi rimasterizzato per Ps4 all’interno della raccolta Kingdom Hearts HD 2.8. Sora, il nostro protagonista, fallito il test per il marchio di Master of Keyblade si risveglierà privato dei poteri acquisiti fino a quel momento. Lo scontro con le 13 Oscurità, rappresentanti le incarnazione di Master Xehanort, la mente dietro tutti i villain della saga, è ormai vicino. Sora riprenderà quindi il viaggio insieme agli inseparabili compagni Pippo e Paperino per riacquistare i propri poteri. Fra questi, sarà necessario il “Potere del Risveglio“, per salvare i cuori di alcune persone legate a lui. Nel frattempo, i co-protagonisti Riku e Topolino cercheranno di salvare Aqua, altra maestra del Keyblade ormai scomparsa, mentre Kairi e Axel si dedicheranno al loro allenamento presso una località nascosta.

Il cast di Kingdom Hearts 3
Ecco il cast di Kingdom Hearts 3. Di eroi del Keyblade ne abbiamo?

Se vi sentite persi

Se questi nomi vi causano confusione, non vi preoccupate, è normale. Il gioco prevede una modalità “Archivio” che vi permette di avere un recap. Inoltre, in Giappone, e di recente annunciata anche per il mondo occidentale (28 Febbraio), è disponibile un’esperienza VR, di cui vi avevo parlato in questo articolo, che permette in pochi minuti di avere una chiara visione del quadro generale.

Gli archivi della memoria
Armatevi di pazienza, la storia di Kingdom Hearts 3 è parecchio intricata

Brand New Worlds

Escluso Il Monte Olimpo, Sora visiterà mondi inediti, presi a piene mani dall’immaginario Disney e, soprattutto, Pixar. In ognuno di questi vivremo un’avventura inserita nella narrazione già vista su grande e piccolo schermo (a mio parere non sempre in maniera riuscitissima, ma non mi voglio sbilanciare troppo per adesso). Solo i mondi di Toy Story, Monsters & Co. e Big Hero Six offriranno una storia “originale”, presentata come un sequel ideale degli eventi noti ai fan. Le ambientazione sono ricostruite in maniera egregia, ed ogni mondo offre delle peculiarità dal punto di vista del gameplay (come vedremo in seguito). I personaggi che andremo ad incontrare aiuteranno il protagonista a crescere ed acquisire consapevolezza del suo ruolo. Serviranno ovviamente anche come espediente per livellare ed acquisire nuove armi ed accessori.

Big Hero Six in Kingdom Hearts 3
Ciao Baymax!

Battaglie spettacolari…

Il gameplay di Kingdom Hearts 3 è probabilmente l’aspetto più riuscito di tutto il gioco. Per la maggior parte del tempo ci troveremo davanti un Action-RPG frenetico, reso spettacolare dall’Unreal Engine 4 e dalla maestria con cui è stato sfruttato. In più di 30 ore di gioco ho assistito solo a qualche calo di frame-rate! Il combat system si presenta come una sintesi di quanto maturato nel corso degli anni, affiancato da piacevoli innovazioni. Oltre ad un’elevata libertà di movimento, con salti, schivate e scatti aerei, avremo la possibilità di colpire direttamente gli avversari con il nostro Keyblade, lanciare incantesimi d’attacco o curativi, evocazioni, utilizzare oggetti ed attacchi combinati con i propri compagni, come già visto nei capitoli precedenti.

Thundaga!
In Kingdom Hearts 3, un Thundaga da sempre tante soddisfazioni!

…con tante novità…

Il sistema delle fusioni permette, dopo aver messo a segno un certo numero di colpi, di attivare una trasformazione del nostro Keyblade che andrà ad impattare, oltre che sul look, sullo stile di combattimento, sulle statistiche e sulla mobilità di Sora, rendendoci in grado di eseguire attacchi ed acrobazie sempre più spettacolari e devastanti. Abbiamo poi le Attrazioniattivabili solo dopo aver colpito determinati nemici, e che vedranno il trio di protagonisti in sella alle più famose giostre dei parchi a tema Disney. Ognuna di esse si presenta come un mini-gioco, con momenti presi in prestito dai rhythm game e dagli sparatutto in prima persona, in grado di devastare il campo di battaglia e aumentare l’impatto visivo degli scontri. Non mancano poi richiami agli sparatutto in terza persona, con coperture e fuoco di soppressione, ai bullet-hell, durante la guida della Gummiship e alle battaglie navali in stile Assassin Creed 4.

Attrazione Tazze Pazze
Spero sia chiaro cosa intendo…

… ma forse fin troppo facili

Il rovescio della medaglia di tutte le possibilità offerte da Kingdom Hearts 3 è che le battaglie appaiono fin troppo semplici. Giocando a difficoltà standard sarà molto raro vedere la schermata del Game Over. Senza contare che è stata inserita la Moneta Kupò, un oggetto consumabile che da una seconda chance se sconfitti in battaglia. Inoltre, quando gli HP di Sora calano, può essere resa disponibile al giocatore la Fusione Furore, temporaneo power-up che ricarica la barra dell’energia del protagonista. Insomma, sembra che Square-Enix abbia tentato di rendere il gioco il più accessibile possibile.

Forma alternativa dei Keyblade ottenuto nel regno di Monsters and Co.
Questa versione Yo-Yo del Keyblade amplierà il nostro raggio di attacco

A mali estremi, estremi rimedi

I nemici che affronteremo nel nostro viaggio spaziano fra le diverse tipologie incontrate nei capitoli principali e spin-off: Heartless, Nobody e Unverse. Per contrastare queste minacce, Sora e i suoi compagni dovranno mantenere aggiornato il loro equipaggiamento. Sarà possibile trovare armi ed accessori all’interno dei forzieri sparsi per i mondi, acquistarli presso lo shop gestito dai Moguri, o sintetizzarli sempre presso lo stesso negozio. Oltre a modificare le caratteristiche dei personaggi, l’equipaggiamento fornisce delle abilità extra rispetto a quelle possedute in quel momento dai protagonisti.

Un mogushop
Kupò!

Prima il dovere, poi il piacere

Oltre alla campagna principale, della durata di circa 25-30 ore, Kingdom Hearts 3 offre numerose attività secondarie. Sono presenti missioni “fotografiche” (si, perchè in questo gioco si ha a disposizione uno smartphone con tanto di fotocamera con cui farsi i selfie…), minigiochi in stile Game & Watch, sfide con Heartless amichevoli, minigiochi a tema nei diversi mondi Disney. Sono presenti anche delle battaglie opzionali, disponibili solo alla fine dell’avventura, utili alla raccolta dei materiali necessari alla sintesi degli equipaggiamenti migliori, ed una sfida finale con un boss segreto (purtroppo non Sephirot, sigh!).

Un portafortuna
Una delle attività “fotografiche”, la caccia ai Portafortuna

Conclusione

Dopo anni di attesa, finalmente Kingdom Hearts 3 è giunto sugli scaffali. Forse meno godibile per i neofiti della serie, si presenta come un ottimo Action-RPG, visivamente e tecnicamente spettacolare. Se da un lato sicuramente siamo davanti ad un must-have per tutti i fan della saga e per gli amanti dell’universo Disney-Pixar, potrebbe non soddisfare un pubblico più esigente ed attento ai dettagli. Ma è stata una degna conclusione di una saga quasi ventennale? Devo ancora dormirci su per avere una risposta. Se vi interessa conoscerla. rimanete sintonizzati su Respawn Game!

E se avete già iniziato Kingdom Hearts 3, e vi state dedicando alla caccia ai Portafortuna, sul nostro sito troverete un’utilissima guida!

Author mikydade
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