La serie Metro volge alla conclusione con questo capitolo, ultimo di una trilogia di opere ispirate dai romanzi post-apocalittici di Dmitrij Gluchovskij. Sviluppato da 4A Games, in Metro Exodus vestiremo nuovamente i panni del nostro caro Artyom, protagonista ossessionato dal mondo al di fuori della metro. Il gioco è ambientato nel 2036, due anni dopo le vicende di Metro Last Light, in una Russia devastata da 23 anni di conflitti nucleari


Non siamo nati per vivere nelle gallerie

Nell’universo di Metro Exodus, per chi non lo conoscesse, la metropolitana di Mosca è l’unico rifugio sicuro per i superstiti. Il mondo in superficie è straziato dai bombardamenti della guerra nucleare e popolato da violenti mostri mutati dalle radiazioni. In questo scenario, si muove il protagonista, Artyom, nato nella metro, ma con l’ossessione e la speranza di trovare e dimostrare la presenza di vita in superficie. In questo capitolo infatti, fuggiremo dai cunicoli sotterranei per esplorare il mondo esterno a bordo di un treno, l’Aurora, alla ricerca di un futuro migliore. Nel viaggio lungo un anno nei territori della Russia, saremo accompagnati dagli altri personaggi chiave del gioco: Anna, moglie di Artyom; Il Colonnello Miller, padre di Anna e leader dell’ordine degli spartani, milizia protettrice della metro di cui fa parte anche Artyom e una altra manciata di soldati dell’ordine.

Fuori dai binari

Abbandonando quindi i freddi tunnel della metropolitana moscovita, siamo in presenza della novità principale che caratterizza questo capitolo, ovvero l’esistenza di aree di gioco più estese. Questo si riflette sulla natura del gioco, meno lineare e claustrofobico di quanto lo fossero i precedenti capitoli. Suddette aree risultano vaste e completamente esplorabili e grazie alla nostra bussola sapremo sempre la direzione da seguire. Queste mappe hanno una struttura Sand-box, mostrando un’area principale con intorno altre zone secondarie interamente esplorabili; spesso con l’ausilio di compiti secondari da svolgere. Non si può parlare però di un vero e proprio open world. Infatti sono solo tre le zone aperte, mantenendo l’impostazione originale per gli altri scenari,giustificando le 20-25 ore necessarie a completare Il gioco.

Metro exodus map

Il Gameplay

La struttura del gioco è quella di un FPS semplice e intuitivo in cui le azioni del personaggio si limitano ad un semplice cambio del caricatore o all’uso di un medikit. Metro Exodus mantiene gli elementi survival che gli conferiscono quel grado di difficoltà necessario per dare un senso di appagamento al giocatore. Vista la scarsità di munizioni, per sopravvivere dovremo far affidamento al sistema di crafting, molto basilare. Sfruttando gli appositi banchi di lavoro, potremo creare solamente i cosiddetti consumabili: munizioni, armi da lancio e medikit, utilizzando ovviamente le risorse trovate esplorando la mappa o raccolte dai nemici uccisi.

Metro exodus crafting

Per quanto riguarda l’equipaggiamento invece, potremo installare diverse modifiche per ogni tipo di arma, recuperabili con le stesse modalità descritte nel sistema di crafting. Le Armi andranno tenute sempre pulite per diminuire il rischio che si inceppino nei momenti meno opportuni. Stessa cosa vale per la classica maschera antigas, che vi permetterà di percorrere le zone radioattive della mappa, segnalate dal contatore Geiger. Scegliendo le armi più congeniali al vostro stile di gioco avrete la possibilità di alternare fasi stealth a caotiche guerriglie contro le tribù che incontrerete lungo il cammino. Sta a voi scegliere come attaccare, se farlo nelle ore di sole o aspettare la notte per agire nell’ombra. Metro Exodus mantiene fedelmente anche il Karma dai precedenti capitoli. Senza un apposito indicatore però, sarete indirizzati dai vostri compagni sulla retta via da seguire. Nella maggior parte dei casi sarà quella di risparmiare gli innocenti.


Nemici in Metro Exodus

Fondamentalmente avremo a che fare con due tipologie di nemici in Metro Exodus: umani e mutanti. Gli scontri con i nemici umani sono caratterizzati da una certa immobilità degli stessi. Quasi mai si sposteranno dalla loro posizione per venire a cercarci, e nelle poche volte in cui questo avverrà, il movimento sarà cosi lento da permetterci di scappare o cambiare posizione. Inoltre, usando un arma a distanza e un buon mirino, cecchinarli sarà la soluzione migliore.

Metro exodus mostri


Per quanto riguarda i mostri mutanti il discorso cambia. Che si parli di bestie o umanoidi, il loro modus operandi sarà l’attacco corpo a corpo. Quasi tutti infatti, tenderanno a darci addosso per far di noi il loro pasto; vista poi la poca varietà di nemici presenti, non avremo grosse sorprese. Purtroppo c’è da ricordare quello che è un neo della serie, sempre presente e non ancora risolto: l’intelligenza artificiale. I comportamenti dei nemici sono basilari, facili da affrontare. L’unica difficoltà risiede nella mancanza di proiettili, costringendo il giocatore a dover mirare ai loro punti deboli, cosa non sempre facilissima. Vi basterà però colpire alla testa per avere la sicurezza di uccidere qualsiasi cosa si muova. Per aumentare il grado di sfida è consigliabile quindi giocare ad un alto livello di difficoltà, aumentando così i danni subiti e dove ogni piccolo errore può costarvi caro.


Comparto tecnico

Nonostante abbia giocato Metro Exodus su una vecchia Xbox One Edizione Day One, collegata a un TV 4K, è da sottolineare il grado di dettaglio degli scenari di gioco. Per approfondire, il sistema di illuminazione migliorato rispetto ai precedenti, l’introduzione del ciclo giorno-notte e del meteo dinamico rendono il titolo un piacere anche per gli occhi. Molto graditi anche gli effetti con cui viene sporcata la visuale quando si utilizza la maschera. Peccano un po’ le animazioni facciali dei personaggi, abbastanza legnose e statiche, e alcuni dialoghi talvolta banali, scontati ma soprattutto assenti (ancora) quelli di Artyom, muto osservatore degli eventi.


Metro exodus imm



Conclusione

Metro Exodus è la conclusione delle avventure di Artyom e compagni. Graficamente stupendo e narrativamente coinvolgente, viene raccontato il dramma della guerra e la disperata ricerca di un futuro migliore. Anche con qualche pecca nell’ IA, il gioco risulta godibile dall’inizio alla fine. L’esperienza di gioco resta fedele ai suoi predecessori e la formula con cui vengono integrate aree completamente esplorabili si sposa bene con le scelte artistiche degli sviluppatori. Gli elementi survival, horror, e le novità introdotte fanno del gioco uno shooter, single player come non se ne vedono più.

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Author mikydade
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