Dopo circa 70 ore di gioco cercando di scoprire più segreti possibili e combattendo con ogni genere di creatura posso affermare che Sekiro: Shadows Die Twice è il gioco più difficile di FromSoftware. La brillante mente di Hidetaka Miyazaki è riuscita a creare un mondo magico che, pur discostandosi notevolmente dalle altre produzioni, riesce a stregarci regalandoci un’ esperienza di gioco unica nel suo genere.

Lupo: la nascita di una leggenda

Durante lo scontro per il controllo delle terre di Ashina ci ritroveremo soli e abbandonati con lo sguardo vuoto a contemplare la carneficina di corpi martoriati dalla battaglia. Facendosi strada tra i cadaveri dei soldati compare la figura fiera e imponente dello shinobi Gufo; vedendo la determinazione del giovane Lupo di fronte a morte certa, decide di prenderlo con se per insegnargli tutti i segreti delle antiche tecniche ninja. Seguendo il codice di ferro degli shinobi Lupo giurerà di seguire sempre la parola del padre e difendere con la vita il suo padrone, l’Erede Divino.

Sono passati ormai 20 anni da quel giorno e ancora una volta ci ritroviamo soli, abbandonati al nostro destino dopo avere perso tutto; il padre che ci ha accolto e il signore che avevamo giurato di proteggere a costo della nostra stessa vita. Con il clan Ashina ormai sull’orlo del collasso sembra ormai tutto perduto. Ecco che a questo punto farà la sua comparsa una donna misteriosa, la quale ci getterà una missiva della massima importanza nella nostra prigione sotterranea, spronandoci a ritrovare lo spirito guerriero per il bene del nostro padrone.

Sekiro: Shadows Die Twice propone una trama e un’ ambientazione matura

La prima cosa che salta all’occhio è la volontà di uscire dagli schemi classici dei titoli FromSoftware per proporre un’avventura con una trama più chiara e meno “criptica”. Il periodo nel quale è ambientato Sekiro: Shadows Die Twice è quello del Giappone feudale del 1500 alla fine dell’era Sengoku. L’ambientazione è ricostruita in maniera eccezionale dagli sviluppatori, prendendo elementi reali e fantastici e mixandoli perfettamente per ottenere un concentrato di magia. Cultura, religione, tradizione, molti sono i temi toccati nella ricreazione delle varie aree di gioco, che si interconnettono perfettamente mano a mano che l’avventura procede.

Sekiro: Shadows Die Twice, palazzo della sorgente
Alcune zone della mappa propongono scorci molto suggestivi

Il cambio repentino tra toni cupi e colori più accessi tende a marcare e a distinguere ancora di più le varie zone della mappa che andremo ad esplorare. Passare da zone fredde e buie come la Forra a spazi aperti e verdeggianti come il monte Kongo denotano la bravura del team di sviluppo nell’ avere creato un mondo vario ma mai fuori tema. Nonostante qualche attimo di smarrimento iniziale, il classico sistema a checkpoint che vi permette di viaggiare da una parte all’altra della mappa funziona molto bene, con punti di riposo ben dislocati a mio parere. In un gioco dove il backtracking è importante, la possibilità di raggiungere determinate zone velocemente ed agevolmente è fondamentale, vista anche la notevole difficoltà di ogni scontro.

Combatti, uccidi, muori e ricomincia

Lo abbiamo detto all’inizio, Sekiro: Shadows Die Twice è probabilmente il più difficile dei giochi FromSoftware (almeno per chi scrive ndr). Nell’approcciarsi ad un gioco del genere è bene essere consapevoli del fatto che potreste spendere ore e ore di tempo nel cercare di superare un ostacolo. Senza questa consapevolezza avvicinarsi a Sekiro potrebbe essere più difficoltoso di quanto già non lo sia. Se però avrete la pazienza di scoprire le sue meccaniche, mettervi in gioco e accettare anche una sfida con voi stessi, vi regalerà emozioni forti e grandissima soddisfazione. Pur essendo a tratti fin troppo punitivo, il gioco è in grado di stabilire un legame inossidabile con il giocatore, proprio come il vostro alter ego virtuale è legato al suo signore. I vari stili di combattimento e le varie tecniche forniscono un ventaglio molto ampio di situazioni diverse durante ogni singola battaglia.

Sekiro, Boss Monaca Corrotta
Le Boss Fight saranno tutte impegnative e gratificanti

Combat system dinamico e rivoluzionario

Il sistema di combattimento è il cuore pulsante della produzione. Eliminate il ricordo della “lentezza” tipica degli scontri di Dark Souls, e dimenticate lo stile frenetico di Bloodborne. In Sekiro: Shadows Die Twice quello che conta è lo studio dell’avversario, capire cosa fare e quando. Non ci sono schemi preimpostati classici, gli scontri possono essere vinti attaccando come forsennati il nemico senza dargli tregua, piuttosto che deviare ogni attacco in attesa del colpo di grazia. La vera innovazione è quella di non avere statistiche da migliorare, non ci sono livelli da aumentare, build da studiare o armi da ottenere. L’ unica arma a disposizione sarà la vostra Kusabimaru, potente katana donatavi da lord Kuro, l’Erede Divino.

Boss Toro Ardente
Grazie ad un eccellente combat system, ogni scontro sarà tanto tecnico quanto appagante

Le 3 variabili di Lupo

Non ci sarà la possibilità di “farmare” per diventare più forti; la forza di attacco aumenterà solo dopo avere battuto i Boss e usato il loro ricordo di battaglia. La vitalità e la postura invece aumenteranno utilizzando 4 Grani da Rosario negli idoli. Per avere la meglio sugli scontri dovrete fare i conti con la postura e la vitalità vostra e del nemico. Ogni volta che effettuerete un attacco o una deviazione la barra della postura del nemico incrementerà, portandola al massimo potrete effettuare un colpo mortale.

Deviazione dei colpi
Deviare i colpi al momento giusto sarà fondamentale in combattimento

Boss e mini boss necessitano di più colpi mortali per essere sconfitti. Stesso risultato si ottiene colpendo il nemico e riducendone la vitalità a zero. Effettuando deviazioni perfette non subirete danni alla postura, al contrario dei vostri nemici. Nonostante le poche variabili il combat system è quanto di più complesso si sia mai visto in un titolo From, raggiungendo un livello tecnico eccellente. Capire quale strategia usare non sarà affatto semplice ma richiederà tempo e nervi saldi.

Un braccio solo è vero…..ma la protesi è un alleata formidabile

Durante lo scontro iniziale per cercare di difendere lord Kuro, verremo privati di un braccio. Fortunatamente ci viene concessa la possibilità di utilizzare una protesi speciale che si rivelerà un’ ottima alleata. Tramite gli oggetti prostetici infatti potremo sbloccare numerose tecniche segrete. Consumando emblemi spiritici il nostro Lupo potrà contare su una grande varietà di strumenti, come lo Shuriken caricato, la Castagnola shinobi etc, tutti utilissimi se utilizzati nel modo corretto. Studiate bene il loro funzionamento perché potrebbe rivelarsi il vostro asso nella manica. Oltre alla protesi potremo sbloccare numerose tecniche da usare in combattimento acquisendo dei punti abilità da utilizzare negli idoli. Queste abilità amplieranno notevolmente l’approccio ai combattimenti.

Abilità della protesi
Grazie alla varietà degli strumenti equipaggiabili, la protesi può diventare un’arma efficace contro qualsiasi nemico

Non prendete sotto gamba nessun combattimento

In Sekiro: Shadows Die Twice non c’è spazio per gli errori. Ogni combattimento, persino quello più semplice, potrebbe tenervi bloccato per ore. Questo è forse il neo più grande, se così si può dire, del gioco. Spesso si avverte un senso di sbilanciamento affrontando un mini boss o dei semplici mob, rispetto ad un Boss principale. Questo fattore può spiazzare i giocatori che hanno meno confidenza con titoli del genere. Se a questo aggiungiamo l’impossibilità di “farmare” e quella di non poter richiamare NPC o altri giocatori in nostro aiuto, è facile capire perché questo genere di produzione sia rivolta solo ad un pubblico specifico. Sekiro è un viaggio nel nostro IO guerriero, una lotta e una sfida con noi stessi prima che con il nemico, per cui serviranno nervi saldi, concentrazione assoluta e una buona dose di Malox a portata di mano.

Lupo potrà contare sull’aiuto delle divinità

Un aspetto sicuramente interessante ed innovativo nel gameplay di Sekiro: Shadows Die Twice è la Resurrezione e l’Aiuto Divino. Durante gli scontri ovviamente potremo usufruire di una serie di accessori che potranno darci dei bonus, delle resistenza a particolari alterazioni di status, e le immancabili fiaschette per rigenerare energia. Queste ultime come di consueto potranno essere potenziate sia come quantità, sia come effetto curativo. Inoltre se durante il combattimento verremo uccisi potremo risorgere grazie ai poteri conferitici dall’Erede Divino. Questa seconda possibilità rende ancora più speciale il legame con lord Kuro, in qualità di suo fedele e devoto shinobi. Forse questo aspetto poteva essere approfondito in maniera più dettagliata ma nel complesso è una meccanica che funziona bene ed è sicuramente un’ottima introduzione.

Sekiro, menù di gioco
Attraverso il menù potrete sempre controllare la percentuale di Aiuto Divino, oltre ad equipaggiare accessori, consumabili ed abilità.

Altro aspetto da tenere in considerazione è la perdita dei punti abilità e dei soldi (SEN) dopo la morte. Questi verranno infatti dimezzati ad ogni vostra dipartita, a meno che gli Dei non siano dalla vostra parte offrendovi un Aiuto Divino. La possibilità di ottenere i favori delle Divinità è strettamente collegata alle persone contagiate dal Mal di Drago. Questo morbo che sta flagellando la popolazione, e che si estende mano a mano che morirete, può essere sanato spendendo una Goccia di sangue di Drago agli idoli. Una volta fatto le persone verranno temporaneamente curate e la vostra percentuale di Aiuto Divino salirà nuovamente.

Lupo non ha punti deboli….o quasi….

L’elevato tasso di difficoltà non è una nota negativa del gioco, anzi è un suo pregio in realtà. Tuttavia un più attento bilanciamento di alcuni combattimenti sarebbe stato a mio parere giusto. I mob o i nemici di passaggio dovrebbero essere il contorno per prepararsi alle vere sfide dei Boss. Su questo aspetto Sekiro è troppo esigente e punitivo, rendendo la curva di apprendimento del gioco in salita. Fin da subito verremo letteralmente brutalizzati anche dai nemici più semplici, rendendo traumatico l’impatto con l’avventura. Altra nota negativa della nostra esperienza di gioco sono stati il sistema di lock dei nemici e la telecamera che in alcuni casi sono diventati i nostri peggiori nemici. Non ci siamo invece scontrati con problemi di compenetrazione strani che affliggono da sempre i giochi From.

Sekiro contro Genichiro

…però li maschera bene

Questi piccoli problemi vengono comunque fagocitati dall’ottima struttura generale del gioco. L’introduzione della verticalità data dagli spostamenti con il rampino aggiunge al gameplay spessore e tatticità, dandoci la possibilità di sfruttare la mappa a piacimento. Potremo quindi cercare di aggirare punti particolarmente ostici o approfittare dell’effetto sorpresa per piombare direttamente sul nemico colpendolo a morte. Come ogni buon shinobi che si rispetti potremo agire nell’ombra cogliendo i nemici alle spalle per effettuare un’uccisione furtiva. Sebbene le fasi stealth siano piuttosto di contorno, personalmente le trovo un’ introduzione piacevole.

Le fasi stealth vi permetteranno di colpire di sorpresa il nemico

Una delle novità che ho apprezzato di più è la possibilità di effettuare delle immersioni subacquee ed esplorare quindi le profondità marine. Non troveremo solo tesori sommersi ma anche nemici quindi mi raccomando siate sempre vigili. Ottima anche la fluidità grafica riscontrata giocando su PS4. Chiude un ottimo reparto audio, ho giocato il gioco sia in Giapponese (con sottotitoli), sia in Italiano; in entrambi i casi il doppiaggio mi è sembrato di ottima fattura e in perfetta linea con il gioco.

Conclusione

Sekiro: Shadows Die Twice è, senza mezzi termini un capolavoro che saprà rapirvi con la sua struttura e il suo gameplay. Vi porterà a scoprire una rivisitazione del Giappone feudale con tutti i suoi demoni e le tradizioni, fortemente influenzato dal buddhismo e lo shintoismo. Il codice d’onore dei Samurai si scontrerà con le tecniche più letali e subdole degli Shinobi in battaglie epiche. Il sistema di telecamera e di lock sui nemici non sempre perfetti non influiscono comunque sulla godibilità dell’avventura. Lupo vi tenderà la sua mano in cerca di aiuto, insieme potrete essere invincibili a patto che il giocatore sia consapevole del fatto che non c’è via di fuga. Non ci sono accrocchi o scappatoie per sconfiggere il nemico, nessuno verrà in vostro soccorso. Sarete solo voi e il vostro nemico, il più abile vince, Sekiro: Shadows Die Twice è tutto qua. Se pensate di poter reggere il peso di questo fardello verrete ricompensati con una delle esperienze ludiche più belle degli ultimi anni.

Consultate la sezione recensioni per leggere gli articoli di approfondimento sui vostri giochi preferiti

Author mikydade
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