Dopo una prova di più di un mese di The Division 2 e un assaggio del primo DLC Tidal Basin siamo finalmente pronti a dare il nostro giudizio!

La Divisione è tornata

Dopo circa 3 anni dal lancio, non proprio positivo, di The Division 1 Massive Entartaiment ritorna con il seguito The Division 2. La storia prosegue dalla fine del primo, questa volta a Washington, con la cellula dormiente della Divisione che si impegna a riportare l’ordine. I collegamenti con il primo non sono così forti, non vanno oltre i riferimenti, una scelta volta a dare possibilità anche ai novizi della serie di iniziare senza preoccuparsi di ciò che era successo a New York. Come in ogni MMORPG la narrazione non eccelle, tuttavia ha i suoi punti forti e interazioni particolari.

The Division 2
Vista sulla Casa Bianca

Una Washington favolosa

La ricreazione, fedelissima, di Washington lascia senza fiato. La città invasa dai rampicanti e dalle varie fazioni nemiche ci ha fatto fermare per ammirare il paesaggio più volte. E’ successo spesso di decidere a imboccare una via laterale, deviando dalla missione, per il puro gusto di esplorare. In queste situazioni si scopre tutta la meraviglia della mappa. Esplorando casualmente ci si può imbattere in pattuglie di nemici, NPC che hanno bisogno del nostro aiuto o trovare una cassa con materiali utili. Tutto ciò rende la città viva e noi siamo consapevoli di poter trovare sempre qualcosa dietro ogni angolo. Il salto di qualità tra la New York innevata, spoglia e quasi disabitata è enorme.

The Division 2
Agente The Division 2

Gameplay

Il gameplay di The Division 2 è rimasto fedele alle origini mantenendosi uno sparatutto in terza persona. Questa volta, però, si può effettivamente definire anche strategico. Per quanto il cuore del gioco sia spara e nasconditi, gli sviluppatori si sono ingegnati a trovare modi per variarlo. Per esempio ci sono missioni in cui far scoppiare una valvola delle tubature del gas e infiammare tutto oppure dover cercare il generatore che alimenta la chiusura di una porta e distruggerlo. L’uso delle abilità a target singolo da selezionare manualmente potrebbe risultare un po’ ostico, soprattutto all’inizio. Con la pratica, però, ci si riesce ad abituare ad utilizzarle, sebbene rimangano complicate da usare nelle situazioni più concitate.

Progressione ed armi

La progressione del gioco è, piuttosto, lineare come in The Division. Il livello massimo è il 30, da questo punto in poi sarà importante solo il livello dell’equipaggiamento. Ci sono, ovviamente i World Tier ( fino a 5) ai quali si accede in base al livello. Il soft cap del livello delle armi era 450 e con Tidal Basin è stato innalzato a 500. Le armi sono riprodotte in modo eccelso. Da elogiare il comparto sonoro delle armi. Rinculo e rateo di fuoco sono ben calibrati in modo da poter dare la maggior diversificazione possibile. I fucili a pompa, inizialmente, potrebbero sembrare molto validi, ma proseguendo con il gioco si capisce che sono quasi del tutto inutili.

The Division 2
Abilità The Division 2

Nemici

E’ il momento di parlare di uno dei grossi problemi di The Division 1 e come è stato gestito. In The Division 2 si comprende sin da subito tutto il lavoro che ci è stato per migliorare l’Intelligenza Artificiale. I nemici non sono più spugne di proiettili e muoiono piuttosto in fretta. Tuttavia usano tattiche di aggiramento, collaborano tra di loro e cercano di sfruttare ogni possibilità per rendere la situazione un inferno per il giocatore. Anche la loro varietà non delude con nemici kamikaze e grossi bruti armati di martello che cercano di fracassarci il cranio. L’unico problema è la poca varietà nelle boss fight, tutte identiche con poche variazioni. In futuro ci si aspetta che Massive Entertaiment si ingegni un pochino di più.

The Division 2
Una via di Washington

PvP

Una parte importante di The Division 2 è, ovviamente, il PvP. Le modalità Conflitto e Schermaglia non ci hanno entusiasmato molto. Prima di tutto la formula di gioco non si adatta bene a un gameplay veloce e concitato e in secondo luogo c’è un problema di spawn kill. Tutt’altro il discorso sulla Dark Zone che si ripresenta in 3 differenti location sulla mappa. Ogni zona con le sue peculiarità ambientali. Combattere gli NPC nella Zona Nera oppure i giocatori sarà divertente e vario sia grazie al gameplay che all’ambiente. Le cacce agli agenti rinnegati saranno piuttosto adrenaliniche. Le ricompense saranno divise tra quelle che andranno direttamente nel nostro inventario e altre contaminate da dover estrarre proteggendosi dagli altri agenti. La pecca più grande che rende futile tutto il lavoro è la qualità delle ricompense.

Video sulla prima fase di aggiornamenti per The Division 2

Endgame

Le missioni invase dalla Black Tusk, le missioni rigiocabili e il PvP sono un assaggio delle idee degli sviluppatori ancora da sviluppare. Sebbene le missioni con l’aggiunta dei nemici Black Tusk siano valide e diversificate dalle versioni originali, ciò non si può dire per il resto del PvE. Il gameplay rimane sempre divertente, ma le missioni cominciano a stancare in fretta soprattutto perchè presentano solo nemici con più vita. Le Roccaforti seguono, purtroppo, lo stesso schema. Il problema più grave erano le ricompense. Gli oggetti con livello superiore al 450 si ottenevano dalle Casse Maestria o dalla modalità Conflitto. Tutte le ricompense della Zona Nera e le altre attività PvE endgame davano oggetti di livello 450 con alcune caratteristiche variate. Questa organizzazione del loot rendeva pressochè inutile girare nella Dark Zone perchè, in fondo, le ricompense non valevano l’impegno.

Tidal Basin

Aver aspettato l’arrivo del primo DLC per recensire The Division 2 ha sicuramente ripagato l’attesa. Prima di tutto la Roccaforte Tidal Basin rende il suo gameplay più profondo sfruttando le peculiarità interrative con l’ambiente e la boss fight è più elaborata e non concentrata sull’abbattere il nemico. Il drone gigante da abbattere speriamo che ritornerà in futuro in una formula migliorata perchè è, dannatamente, divertente abbaterlo. Con questa prima espansione il level cap degli oggetti sale al 500. Per quanto io abbia provato solo poche ore Tidal Basin la sensazione è che ottenere oggetti di livello più alto non è così immediato. Con il level cap aumentato a 500 anche la qualità delle ricompense nelle varie sezioni di PvP della Zona Nera è migliorato e la volontà di dedicarsi ad essa è aumentato.

Conclusione

The Division 2 parte con il piede giusto grazie alla sua esperienza con il predecessore e l’amore degli sviluppatori verso il brand. Ubisoft ha fornito tutti i mezzi a Massive Entertaiment che li ha sfruttati creando un gioco soddisfacente con un gameplay variegato. Nelle sue fasi finali risulta un po’ ripetitivo, tuttavia si sente che è solo un trampolino di lancio per i futuri contenuti in arrivo con i vari DLC. PvP sviluppato bene e con il loot system da migliorare in futuro. Se volete perdervi nella folta vegetazione di una Washington devastata, con o senza amici, The Division 2 è il gioco perfetto per voi!

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Author mikydade
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